lunedì 7 settembre 2009

La febbre di Hattrick

La "raccomandazione" (scherzosa ed ironica ma con un fondo di verità) è sempre la stessa: non iniziare, genera dipendenza e dà assuefazione! Sto naturalmente parlando del famoso browser game manageriale di calcio, il mitico Hattrick, al quale ho avuto la ventura di iscrivermi per rinverdire i giorni della mia adolescenza, quando in quarta ginnasio comprai il mio primo computer, non per studiare, come speravo (inutilmente) che avrebbero pensato a casa mia, bensì (naturalmente) per giocare. Non ricordo affatto come si chiamasse il gioco manageriale che avevo allora, ricordo però che per caricarlo ci voleva una mezza giornata dal registratore a cassette e la "gestione" consisteva nella possibilità di tirare tre rigori a partita, dopodiché si perdeva 10 a 3 in trasferta e 6 a 3 in casa ogni sfida un po' più impegnativa di incontrare l'ultima in classifica. Inconsapevole del rischio che correvo, molti anni dopo questo primo e poco esaltante approccio, ho compilato il form di iscrizione ad Hattrick ed ho aspettato diversi giorni che mi si assegnasse la squadra, sicuro che la mia prima negativa esperienza con i manageriali di calcio mi ponesse al riparo dall'appassionarmi troppo ad un gioco di quel genere. Dopo aver ricevuto la squadra non ho nemmeno dato un'occhiata al gioco per diverse settimane, finché una minacciosa mail mi ha “intimato” di accedere entro breve tempo per non perdere la gestione della squadra. Ho eseguito il primo accesso quando il girone di andata volgeva al termine. Credo sarebbe riduttivo definire la mia gestione della squadra, nel corso di quel campionato, con l'espressione “totalmente fallimentare”. Intanto il mio portiere titolare si era infortunato ed avevo pensato bene di sostituirlo con un altro giocatore il cui livello in parate era definito “tremendo”, che era il "migliore" in parate tra i non portieri, dopodiché avevo "rinforzato" la squadra comprando a prezzi modici un giocatore “scarso” in parate ed un altro "insufficiente" in attacco. A questo proposito credo che gli aggettivi siano da soli sufficientemente esplicativi circa la qualità degli acquisti. Nel frattempo avevo tralasciato allegramente l'allenamento che è alla base del gioco e la mia economia registrava saggi di crescita negativi. Non avendo io capito ancora quasi niente circa i passi da compiere per iniziare a far crescere un poco la società, i miei cogironisti ebbero buon gioco nel "distruggermi" nel corso di quella e della successiva stagione, nel corso delle quali, però, piano piano le brume che avvolgevano il mio cervello di manager si diradarono a sufficienza per permettermi di disputare una terza dignitosa stagione, appena conclusa, nella quale il mio team si è piazzato secondo in decima serie, la penultima delle serie italiane. Comunque, come si usa dire nelle comunità virtuali, sono ancora un ”niubbo” del gioco che ha tanto e tanto da imparare. Credo che in un certo senso il mio cervello si sia "annebbiato nello snebbiarsi" a causa del sopraggiunto grande entusiamo verso il gioco, ma so che un giorno smetterò di giocare, esattamente come coloro che asseriscono che un giorno smetteranno di fumare. Ammesso e non concesso che lo facciano e che io faccia altrettanto, aggiungo. Ora come ora però la dipendenza dal gioco sembra incurabile: intanto sono convinto di conoscere personalmente i “miei giocatori” e sono riuscito ad “affezionarmi” ad essi, inoltre diverse applicazioni per la gestione della squadra, per il calcolo degli infortuni, per l'ampliamento degli stadi eccetera vivono allegramente nella pancia del mio PC e del mio browser Mozilla Firefox. Naturalmente sono anche diventato supporter del gioco, pagando una modica cifra in cambio di servizi accessori che non aumentano di un millesimo la possibilità di vincere, ed ho dovuto ricorrere all'aiuto di un gentilissimo "loghista" che realizzasse per me le magliette ed il logo della mia squadra (e che qui pubblicamente ringrazio). Come se non bastasse ho dovuto, tra le altre cose, affrontare orde di tifosi “inferociti”, cercare di rimediare ad uno spirito di squadra “in rivolta”, assumere e licenziare medici e fisioterapisti nemmeno gestissi un ospedale e financo affidarmi alle cure degli psicologi sportivi, idea che, in fondo, volendo essere un attimo autoironico, non sarebbe da considerarsi poi tanto malvagia. Per coloro che sono ancora principianti dopo aver avuto la "malaugurata" idea di farsi catturare da questo stupendo gioco, che paradossalmente all'inizio viene facilmente criticato e mal considerato da coloro che diventeranno presto senza rendersene conto degli appassionatissimi, aggiungo al post qualche collegamento ad alcuni tool ed ad alcuni siti, utili per la gestione di alcuni dei complessi aspetti del gioco e per ottenere informazioni, statistiche, dritte, consigli eccetera, che rappresentano un arsenale indispensabile nella scalata verso la serie A, lo scudetto, gli Hattrick Master e la poltrona di CT della nazionale di Hattrick. Colgo infine l'occasione per augurare "un buon campionato a tutti!"

Il sito del gioco


Alltid, sito contentente statistiche indispensabili per lo studio degli avversari, per informazioni sui propri e sugli altrui giocatori eccetera. Molto ben fatto ed utilissimo
.

Impresa edile virtuale, utilissimo tool per il calcolo del numero dei posti nello stadio.

Hattrick organizer, applicazione in java per la gestione di tantissimi aspetti della squadra, dalla formazione all'allenamento allo studio delle squadre avversarie. Un MUST!


Tomattrick "un'applicazione basata sul web per gestire la tua squadra di Hattrick" come recita l'home page del sito.

Tool per il calcolo della durata degli infortuni, inserito in un sito molto interessante e pieno di consigli e di altri utili tool.

Interessantissimo ed utilissimo blog che illustra alcuni degli aspetti cruciali del gioco e contiene utilissime dritte.

Psico TSI, applicazione utile per prevedere con una certa approssimazione gli scatti nei livelli di skill, molto utile ai principianti, meno utilizzata dagli utenti esperti.


HT-Arena.com "vi permette di creare facilmente il sito della vostra squadra !"

www.hattrick.it: popolosa comunità virtuale dedicata a questo gioco.

Una raccolta di link pratica e completa.


L'immagine fa parte della storia del sito e del gioco, ed è inserita nel post a mero scopo informativo e promozionale, © www.hattrick.org.

domenica 26 luglio 2009

Un'avventura lunga una vita

Sono un vecchio (solo come anzianità texiana, nonostante le divertenti e simpatiche prese in giro dei colleghi più giovani del forum di Tex) lettore di Tex, non un collezionista ma un grande appassionato delle avventure di un eroe classico ma intramontabile che fa parte della mia vita da quando imparai a leggere, anzi, come dico spesso, che mi spinse a imparare a leggere giusto per poter finalmente fare a meno della mediazione degli adulti, per poterlo gustare da me alla tenera età di sei anni non ancora compiuti. Tutto questo accadde circa trent'anni fa. Attualmente, dopo tutto questo tempo di indefessa attività di lettore, mi capita sempre più spesso di ripetere, quasi ossessivamente, una discussione con persone diverse ma uguale contenuto, quasi fosse scritta su un copione teatrale. In sostanza, mentre porto a casa il nuovo agognato numero della collana del ranger, incontro qualche conoscente che mi chiede, con un sorriso tra l'ironico e l'accondiscendente, come mai alla mia età, (che non è poi tanto veneranda, linguacce dei soliti giovincelli permettendo), cioè (figuriamoci) 36 anni, legga ancora i fumetti, anzi meglio, i giornaletti. Evito di replicare, dicendo che mi dispiacerebbe un buco nella collezione, oppure che devo affrontare un lungo viaggio in treno o che un mio ex collega di Università si trova attualmente in ospedale in osservazione e che “Sorrisi e Canzoni” e “Gente” li ha già ricevuti dalla nonna e “Crucipuzzle” e “Facili Cruciverba” dallo zio.
Scherzi (mica tanto) a parte, devo dire che Tex ed i fumetti Bonelli più in generale hanno fatto sempre parte della mia vita, ed in alcuni numeri che possiedo da sempre è possibile trovare le tracce addirittura fisiche di essa, come un poco di sangue che persi insieme ad un dentino nell'albo “Trafficanti di Armi” e gli aloni delle lacrime per una ragazza nell'albo “Thonga il tiranno”. Nonostante abbia smesso di acquistare la serie diverse volte per varie ragioni, sono riuscito, in diversi momenti e con divertentissime ricerche presso fumetterie, mercatini e soffitte, a mettere insieme una “collezione” variopinta ed eterogenea, contenente praticamente tutte le storie del ranger, se eccettuiamo qualche storia breve pubblicata su altre riviste o per particolari eventi.
Ancora oggi, dopo tantissimo tempo, mi emoziono ancora quando vedo la copertina dell'inedito che occhieggia dal solito scaffale in edicola, mi commuovo come un bambino quando rivedo le mitiche copertine di Galep o le nuove stupende copertine di Villa ancora “vive” e ancora di più quando vedo un Tex in mano ad un bambino o ad una bambina, che imparano a leggere ed i valori di uguaglianza e giustizia, che il ranger rappresenta ed ha sempre rappresentato per i suoi appassionati lettori, nello stesso tempo.
Questa serie ha attraversato ed ha accompagnato tutta la mia vita, ricordo i giorni e le occasioni in cui comprai particolari numeri, ricordo l'attesa, a volte anche protrattasi per anni, di recuperare gli albi in cui terminavano storie di cui avevo solo una parte, la delusione che provavo a volte quando il finale non corrispondeva a quello che avevo immaginato per tanto tempo. Ho amato tanto la serie ed i suoi personaggi fantastici, il grande Kit Carson, brontolone e pessimista ma generoso ed umano anche più dello stesso protagonista, Kit Willer e Tiger, due tizzoni d'inferno alternativamente protagonisti o semplici pedine a seconda delle circostanze, e poi El Morisco, Montales, Cochise, Tom Devlin, Mefisto, Proteus, Yama eccetera eccetera. E Naturalmente Tex, l'infallibile e implacabile raddrizzatore di torti, che avrei voluto almeno diecimila volte al mio fianco.
Tutto questo amore e questa passione, per me durati tutta la mia vita e tuttora inscalfiti, non possono essere banalizzati con la frase “leggi ancora i giornaletti alla tua età”. Questo “fumetto” mi ha dato tanto e insegnato tanto, in particolar modo a livello di valori come la fratellanza e la giustizia, ha stimolato la mia fantasia ed ha reso più sopportabili i momenti difficili e più esaltanti i momenti felici, ed è ancora in grado di compiere questo incantesimo, nonostante siano passati gli anni e tanta acqua sotto i ponti.
Questa è la grande magia che Tex è in grado di realizzare, intrecciarsi alla vita di un bambino ed essere là anche quando le tempie ingrigiscono con la stessa vitalità. Che in fondo al cuore porta probabilmente anche colui che si meraviglia della mia copia di Tex, e che basterebbe poco a risvegliare, se si lasciasse andare come io non ho mai smesso di fare per vivere con i pard un'avventura lunga, appunto, letteralmente tutta una vita.

l'immagine reppresenta la copertina di Tex 400 © Sergio Bonelli Editore

venerdì 3 luglio 2009

Oggi Anselma dell’Olio, domani Jonathan Swift (un futuro migliore è possibile!)

La promessa era quella di scrivere un post. Il proposito era quello di scrivere un post su Swift, autore amato dall’amministratore di questo blog ma ancora incompreso dalla minoranza illuminata che visita questo convegno libero. Questo fino a stamattina.
Stamattina però sono andata dalla parrucchiera e questo ha avuto due conseguenze: la prima è che sono molto più bella, la seconda è che lì ho potuto leggere l’articolo di Anselma Dell’Olio su Grazia. La moglie di Giuliano Ferrara sostiene che Berlusconi e Obama non sono poi così diversi. E' senz’altro un'opinione originale, io direi pure infondata (ed infatti suffragata da esili argomentazioni); ciò che mi ha infastidito è stata una frase: si dice che Berlusconi è “dalla parte dell’America ancora prima di sapere da che parte stia”, messa così, tra virgolette, fa pensare ad una frase uscita direttamente dalla bocca prudente di Berlusconi.
Io, prima di stare con l’America, lo voglio sapere da che parte sta l’America. E non solo con l’America, prima di stare con la Cina, con Cuba, prima di stare con Putin o con Gheddafi o con il candidato sindaco del mio paese. Come si può pensare di camminare insieme a qualcuno ignorando l’obiettivo verso cui è diretto?
Sono infastidita perché percepisco diffusa tra i politici l'abitudine di fare scelte senza dare spiegazioni. Non posso capirle o potrebbero non piacermi?
Dicono morte le ideologie ma poi si chiede un appoggio aprioristico, ideologico.
E c’è Tremonti che dice di Berlusconi: «il legame tra noi non è solo politico, va oltre le questioni tecniche. È un rapporto personale, non modificabile». Non mi rassicura questo tipo di governo stabile, mi preoccupano i legami d’amicizia al potere perchè possono diventare complicità.
E c’è Debora Serracchiani che sostiene il candidato alla segreteria del PD più simpatico. Grazie per la dritta, se mai dovesse invitarmi a prendere una pizza, accetterò; ma perché dovrei votarlo?

http://grazia.blog.it/2009/06/25/e-se-vi-dicessi-che-berlusconi-e-obama-non-sono-poi-cosi-diversi/

http://www.corriere.it/politica/09_giugno_17/05_PRIMO%20PIANO_VERDE_9614cf52-5afd-11de-8305-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/parla-debora/parla-debora.html

lunedì 4 maggio 2009

Un gioco contro la "febbre suina"

Contro la cosiddetta "febbre suina" si può combattere anche su internet, con un simpatico gioco in "flash".
Con l'obiettivo di vaccinare i maiali che svolazzano sullo schermo, cioè sulla cartina del Mondo, in modo da sbarrare il passo all'epidemia nasce "swinefighter", un modo ludico per sdrammatizzare la psicosi della pandemia e, volendo, per donare alla Croce Rossa tramite l'apposito link.

Avanti signori offrite il vostro contributo, in tutti i sensi!!!

heyzap.com - embed games

giovedì 23 aprile 2009

Immagini di una vacanza... della giusta lunghezza.




Questa volta avevo deciso di inserire un post di sole immagini, specificando solo che le foto pubblicate riprendono Varenna, Fiumelatte e Mandello del Lario, in provincia di Lecco, ed il Lario, appunto, cioè il Lago di Como o Lago di Lecco che dire si voglia nel caso specifico. Quelle ad altezza d'uomo le ho scattate in loco, mi sembra superfluo specificare, mentre quelle dall'alto sono riprese dal castello di Vezio.
Tengo fede alla decisione, aggiungo solo che credo che il piacere della vacanza sia inversamente proporzionale alla durata, e questa è stata della lunghezza ottimale, cioè due soli giorni.
Secondo l'intenzione originaria lascio la parola alle immagini.

martedì 7 aprile 2009

Ma chi è 'sto Claudio Lolli? Semplicemente un grande.





Voglio partire dalla semplice cronaca di un concerto, che però per me ha un sapore molto speciale. Non certo per la scenografia o per le luci e nemmeno per l'acustica perfetta, intendiamoci. Solo perché finalmente ho potuto assistere ad un Concerto di Claudio Lolli con tutti i crismi, accompagnato anche questa volta da Paolo Capodacqua alla chitarra. In realtà avevo già assistito ad un altro concerto di questo artista particolare con lo stesso chitarrista, ma quella volta eravamo troppi e troppo assiepati, la sala non consentiva un buon ascolto e l'amplificazione appariva sottodimensionata, non ci si aspettava tanta gente, probabilmente. Per cui fu piuttosto deludente, dico la verità, aspettavo di sentire questo artista da anni e rimasi con l'amaro in bocca. Questa volta pertanto partivo da aspettative molto basse, non ero affatto ottimista.
Ma mi sbagliavo, in verità.
Conosco tutti gli album pubblicati da Lolli, forse qualcuna delle canzoni più recenti mi è un po' ostica ma sono pochissime. Aggiungo qua per inciso che non si devono necessariamente condividere le sue idee politiche per ritrovarsi nella maggior parte dei suoi brani, e questo è uno dei grandi pregi della sua musica, cioè che essa parla al cuore quanto e più che alla mente. Insomma immediatamente e spontaneamente mi sono trovato a cantare ed ad applaudire ed ho naturalmente apprezzato l'atmosfera malinconica ma dolce che si è venuta a creare tra il pubblico, composto da persone di ogni età e persino da giovani coppie con figli.
Purtroppo le foto che ho scattato sono venute molto scure, non c'era la luce adatta per esse, anche se mi ha fatto molto piacere quando Claudio ha accettato di farsi riprendere in mia compagnia. Terrò la foto scura e sfocata tra i miei ricordi, i quali non sbiadiranno certo per mancanza di luce. Del concerto in sé ricordo con piacere una rivisitazione tranquilla e umile dei vecchi brani, la recitazione dei testi di alcuni brani più recenti e la divertente spiegazione dell'effetto che il brano "borghesia" ha avuto su alcuni ascoltatori e sull'artista stesso, a cui sarebbe stata spesso chiesto di giustificare il fatto che la borghesia non sia stata spazzata via ed abbia anzi trionfato.
La canzone che mi ha emozionato di più dal vivo è stata Anna di Francia, di cui ho cercato trovato questa versione stupenda su youtube che merita di essere ascoltata e riascoltata, direi. Mi ha fatto venire letteralmente la pelle d'oca e mi avrebbe fatto piacere risentirla tre o quattro volte di fila, tanto mi è piaciuta.
Riflettendo non più sul concerto ma più in generale, posso tranquillamente affermare di sapere perfettamente che se si è stimatori del cantautore bolognese ed ascoltatori dei suoi lavori, la domanda che più spesso ci si sente rivolgere è la fatidica: "Chi è 'sto Claudio Lolli?"
Non pensavo quindi certo di essere l'unico suo fan a cui fosse accaduto, ma, cercando del materiale per arricchire questo post che verrà comunque scarno data la prosa dello scrivente, mi sono imbattuto in qualcosa che mi ha colpito molto positivamente, e che vorrei aggiungere al post in quanto lo ritengo molto interessante.
Si tratta di questo fumetto davvero bellissimo:




L'autore è Enzo de Giorgi, e l'immagine proviene dal suo sito, che mi affretto a linkare: merita senz'altro una visita poiché vi si trovano delle immagini davvero bellissime oltre a diversi fumetti su Claudio e le sue canzoni.

Già, le canzoni di Claudio Lolli. Ma cosa ha scritto?

La risposta sta nella seguente tavola e nella successiva, che invito chi fosse interessato ad andare a vedere sul sito dell'autore:



Nel ringraziare questo artista per la sua disponibilità e per aver creato queste splendide tavole, che ho gradito moltissimo sia da appassionato di musica che da appassionato di fumetti, invito chi desideri osservare le altre sue opere comprese le altre tavole di questo fumetto a visitare il suo sito e per terminare vorrei citare un suo passaggio da questo articolo, che spiega le circostanze della loro nascita.

Il mio amico Maurizio mi avverte che Claudio Lolli canterà domani sera proprio nella piazza del mio paese. E’ notte, a casa sono solo, fa caldo e non riesco a prendere sonno. Prendo un foglio, poi un altro e un altro ancora. Alle quattro del mattino ho scritto e disegnato il fumetto “Chi è ‘sto Claudio Lolli?”. La sera dopo assisto al concerto. C’è pochissima gente, perché l’evento non è stato pubblicizzato in alcun modo…mi siedo al tavolo del bar con Claudio e Paolo che accolgono con piacere i miei scarabocchi notturni.

martedì 31 marzo 2009

Addio ad una vecchia amica su ruote

La mia automobile ha concluso la sua annosa carriera con gli incentivi alla rottamazione del governo. Devo dire che in questo momento mi rendo conto che ci ero affezionato, nonostante negli ultimi tempi abbia rappresentato per me più che altro una serie di passaggi dal meccanico piuttosto onerosa, lasciandomi inoltre per strada in più di un'occasione.
Ma gli esseri umani sono animisti, evidentemente, e vedono un'anima nelle cose, specialmente in quelle che li hanno accompagnati nella loro vita. Quindi probabilmente con essa saluto un pezzo di vita, "viaggiata" per lavoro e per divertimento con questa macchina. Evidentemente non sarò più giovane come quando la comprai e finalmente ebbi un mezzo efficiente, e probabilmente è questo che mi mancherà più di tutto.
Non potendo riprodurre qua la mia vita negli ultimi cinque anni, scrivo nel blog "svincolato" questo semplice e banale post, non solo per ricordare un periodo bello, difficile, con i suoi alti e con i suoi bassi, ma per dare sfogo al mio "animismo" parlando con un oggetto, per quanto voluminoso e costoso, e rivolgendomi ad esso con affetto.
Vado:
un addio ad una vecchia amica che mi ha sempre trasportato comodamente con il sole e con la pioggia, non credo esista un paradiso per le automobili, ma se vi fosse lo hai sicuramente meritato. Come Tex direbbe al suo cavallo, è stato bello viaggiare con te, ma ora è venuto il momento di separarci.